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iNFORMAZIONE
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CARTOGRAFIA
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INTRODUZIONE
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Cartografia Arte e scienza della
rappresentazione del territorio. Citiamo queste due significative definizioni:
"La cartografia è la più scientifica delle arti e la più artistica delle
scienze" (Paul Theroux). "L'uomo ha sviluppato tre grandi forme di
comunicazione: il linguaggio, la musica e la cartografia. Quest'ultima è di gran
lunga la forma di comunicazione più antica" ("The Times", 14 ottobre 1992).
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CHE COS'È LA CARTOGRAFIA? |
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Con il termine cartografia si intende tutto ciò che riguarda la
realizzazione e lo studio delle carte geografiche. Per creare una carta sono
necessari alcuni requisiti: la capacità di trovare e selezionare le informazioni
provenienti da varie fonti della geografia per poi sintetizzarle in un corpo
informativo organico e compatto; la capacità di illustrare correttamente il
messaggio della carta, che deve risultare chiaro a una gamma di utenti che
differiscono profondamente nelle loro capacità di leggere la carta stessa;
l'abilità grafica nel trasmettere le informazioni attraverso il ricorso a
simboli, a linee e a colori, rendendo semplici i messaggi più complessi e
assicurando la piena leggibilità della carta geografica.
Le carte geografiche non sono soltanto creazioni artistiche che
esaltano le capacità dei loro creatori, ma sono soprattutto documenti di
carattere storico e sociologico. Nei paesi più avanzati nell'amministrazione
dello stato, come la Francia e la Gran Bretagna, il servizio per il rilevamento
topografico ha iniziato a produrre delle carte fin dai primi anni del XIX
secolo. Esse oggi permettono di seguire gli sviluppi del territorio attraverso i
secoli fino ai nostri giorni: ci raccontano di attività industriali chiuse da
tempo e di tracciati ferroviari abbandonati da decenni, di insediamenti noti
come borghi e divenuti in seguito città popolose ecc.
La cartografia è stata spesso impiegata per rappresentare la realtà
territoriale in funzione di certi obiettivi, falsandola per ragioni politiche o
di propaganda: così fece il regime nazista per dimostrare la "minaccia"
rappresentata per il popolo tedesco dalla Polonia e dagli altri paesi
dell'Europa orientale. Così fece l'Unione Sovietica falsando la cartografia
ufficiale per meglio tener celati i suoi segreti militari. Altro esempio di uso
distorto della cartografia: in passato il ricorso alle carte con la proiezione
di Mercatore permise di far apparire esageratamente grandi i possedimenti
britannici in Canada rispetto alle colonie francesi che si trovavano in
prossimità dell'equatore. Proprio per questa capacità di riflettere intendimenti
storici e sociali la cartografia è diventata oggetto di studi approfonditi, in
quanto offre una valida documentazione sulla vita di una società o di uno stato.
La realizzazione di una carta geografica non segue una formula
rigida, assoluta. Essa dipende dagli strumenti di cui si dispone, dagli scopi
della carta e dalle conoscenze generali del realizzatore. Esistono comunque
alcune regole generali che possono guidare chi si avvicina a questa professione.
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I DIVERSI TIPI DI CARTE |
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La suddivisione più comune è quella tra carte topografiche e carte
tematiche. Le prime mostrano parti di superficie terrestre in cui sono inserite
anche le opere dell'uomo: generalmente sono indicate le principali vie di
trasporto (strade, linee ferroviarie, canali navigabili, sentieri, aeroporti),
gli insediamenti umani (villaggi, paesi e città) sullo sfondo dello spazio
naturale, rappresentato con i fiumi, le coste, i rilievi. Le carte tematiche
sviluppano invece temi specifici come, ad esempio, la geologia di una
determinata area.
Una ulteriore distinzione viene fatta tra le carte a grande o a
piccola scala. Le carte a grande scala dell'Europa e di alcune altre parti del
mondo arrivano a mostrare le singole costruzioni sul terreno. Di solito le carte
più dettagliate sono quelle delle proprietà agrarie: in Svezia vengono
aggiornate dall'inizio del XVIII secolo e normalmente hanno una scala compresa
tra 1:500 e 1:5000.
Le carte geografiche a piccola scala, come le carte murali che si
usano nelle scuole, ammettono delle generalizzazioni. Strade e linee
ferroviarie, ad esempio, possono essere deviate rispetto al loro percorso reale
per ridurre la confusione, a patto che tutti gli elementi rappresentati vengano
indicati nella loro corretta interrelazione. Nei casi estremi (carte di scala
1:1.000.000 o anche più piccole), il risultato è quello di un'illustrazione che
offre un buon colpo d'occhio d'insieme ma ben poche informazioni affidabili (ad
esempio la distanza tra due punti). Il tipo di proiezione scelta per produrre la
carta può incidere in maniera determinante sul risultato.
La maggior parte di ciò che è stato prodotto dalla cartografia
tradizionale è il risultato di un lavoro compiuto per conto di organismi che
fanno parte del servizio pubblico. Praticamente ogni paese ha un proprio
servizio cartografico che dipende dallo Stato, il quale provvede alla
realizzazione delle carte di base del territorio nazionale: ciò a fini
amministrativi, statistici, militari ecc. In Italia l'IGM (Istituto geografico
militare) sin dagli anni successivi all'unità ha realizzato il rilevamento del
territorio, traducendolo in una serie di tavole alla scala 1:25.0000 (e alla
scala 1:200.000). Da queste derivano generalmente tutte le carte che usualmente
vengono pubblicate per i più vari scopi. Raramente infatti gli editori privati
possono permettersi di produrre carte di interesse nazionale, preferendo
concentrarsi su quei settori che per ragioni diverse, di carattere o turistico o
imprenditoriale, sono in grado di assicurare una ricca clientela ai loro
prodotti.
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STORIA DELLA CARTOGRAFIA |
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Le più antiche carte geografiche di cui abbiamo notizia furono
realizzate dai babilonesi intorno al 2300 a.C. Disegnate su supporti di
terracotta, consistevano essenzialmente in rilevamenti delle proprietà agricole
compiuti allo scopo di tassarle. Carte regionali di maggiore dettaglio e
completezza furono invece tracciate sulla seta nella Cina del II secolo a.C. La
capacità di realizzare carte geografiche si afferma comunque in diverse parti
del mondo antico; straordinaria la particolare mappa realizzata fin dai tempi
antichi dagli abitanti delle isole Marshall che, utilizzando una corda di fibra
vegetale opportunamente annodata, riuscivano a rappresentare la posizione delle
isole nell'oceano. L'arte della cartografia era conosciuta e praticata dai maya
e dagli inca, che realizzarono carte dei luoghi conquistati fin dal XII secolo
d.C.
Il primo tentativo di rappresentare il mondo conosciuto risale al VI
a.C. ed è attribuito al filosofo greco Anassimandro. La carta che egli disegnò
aveva forma circolare e rappresentava le terre allora conosciute che si
estendevano intorno al mare Egeo, a loro volta circondate dai misteriosi oceani.
Tra le carte più note della classicità vi è quella attribuita a Eratostene (200
ca. a.C.) che rappresenta il mondo conosciuto, i cui margini erano le Isole
britanniche a nord-ovest, il fiume Gange (in India) a est, la Libia a sud.
Questa fu la prima carta a essere dotata di linee parallele che indicavano la
latitudine, oltre ad alcuni meridiani di longitudine che erano però riportati a
distanze irregolari.
Intorno al 150 d.C. lo studioso egiziano Tolomeo produsse il suo
trattato di geografia, che conteneva alcune carte del mondo. In esse veniva
utilizzata per la prima volta una forma di proiezione conica basata sui precetti
della matematica, facendo uso di un rudimentale reticolo di meridiani e
paralleli; gli errori nella descrizione delle dimensioni dell'Asia sono comunque
molti.
Con la caduta dell'impero romano (la cui produzione di carte culmina
nella cosiddetta Tabula Peutingeriana) l'attività cartografica in Europa
subì un quasi totale arresto; rimasero le carte prodotte dai monaci, che avevano
come unico scopo quello di mostrare la centralità di Gerusalemme nel mondo e che
per questo erano disposti a tradire i principi affermati della geografia
scientifica.
Ai secoli bui dell'Europa si contrappose la vivace produzione
cartografica dei naviganti e dei geografi arabi: nel 1154 il geografo Al-Idrisi
produsse una particolare carta del mondo. A partire dal XIII secolo i navigatori
cominciarono a realizzare accurate carte marittime, note come portolani, che
solitamente non avevano meridiani e paralleli ma che usavano come sistema di
riferimento un insieme di linee tratteggiate che indicavano le rotte per
raggiungere i principali porti.
Nel XV secolo furono nuovamente pubblicate le carte tolemaiche, che
per molti secoli successivi avrebbero influenzato in maniera determinante i
cartografi europei. Nel 1507 la carta di Martin Waldseemüller fu la prima a
riportare con il nome di America (in onore di Amerigo Vespucci) la "nuova" terra
scoperta in quegli anni a occidente dell'oceano Atlantico. L'opera del
cartografo tedesco, realizzata su dodici fogli separati, fu inoltre la prima a
distinguere con chiarezza i continenti americano e asiatico.
Nel 1570 il fiammingo Abramo Ortelio pubblicò il primo atlante
moderno, dal titolo Orbis Terrarum, che conteneva 70 carte, dando vita a
una scuola fiamminga di cartografia che realizzerà in seguito carte e atlanti
(come quello di Blaeu) apprezzati ancora oggi come capolavori dell'arte
cartografica. A questa diedero fondamentali contributi anche diversi cartografi
italiani.
I grandi sviluppi della cartografia si ebbero nel corso del XVI
secolo, quando molti cartografi raccolsero nei loro lavori la grande messe di
informazioni che navigatori ed esploratori riportavano dai loro viaggi. Fu
comunque Gerardo Mercatore che si elevò al di sopra di tutti i suoi
contemporanei, mettendo a punto un tipo di proiezione cartografica che si
dimostrò di valore inestimabile per tutti i navigatori del suo secolo e di
quelli successivi.
Con il passare dei secoli le carte del mondo diventavano via via più
precise grazie alla determinazione della latitudine e della longitudine e alle
maggiori informazioni sulle dimensioni e sulla forma della terra. Le prime carte
a mostrare le variazioni dei campi magnetici suscettibili di interessare la
bussola apparvero nella prima metà del XVII secolo, mentre nel 1665 fu prodotta
la prima carta geografica che forniva indicazioni sulle correnti oceaniche. Con
l'inizio del XVIII secolo tutti i principi scientifici che stanno alla base
della cartografia moderna erano stati fissati: gli errori nella rappresentazione
cartografica riguardavano ormai solamente le zone inesplorate del mondo e in
particolare certe zone interne dei continenti.
Nella seconda metà del XVIII secolo alcuni paesi europei iniziarono
il rilevamento sistematico del proprio territorio. Nel 1793 fu ultimata la prima
carta completa della Francia: misurava circa 11 m di lato ed era di forma
quadrata. Gran Bretagna, Spagna, Austria, Svizzera e altri paesi fecero lo
stesso negli anni immediatamente successivi. Negli Stati Uniti il primo
rilevamento geologico del territorio fu avviato nel 1879 e due anni più tardi il
Congresso geografico internazionale propose la realizzazione della carta del
mondo in scala 1:1.000.000, un progetto che deve ancora essere completato.
Nel XX secolo la tecnica cartografica si è arricchita della
fotografia aerea, che fu sviluppata nel corso della prima guerra mondiale e fu
utilizzata in maniera sistematica in quella successiva. Nel 1966, il lancio del
satellite Pageos e, negli anni Settanta, dei tre satelliti Landsat,
rappresentarono una svolta ulteriore per la ricerca cartografica, assicurando
carte di altissima precisione di molte zone poco conosciute del mondo.
Nonostante tutto restano comunque ancora prive di carte dettagliate importanti
porzioni della superficie terrestre.
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LA NASCITA DELLA NUOVA CARTOGRAFIA |
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La cartografia classica si sviluppò dopo l'invenzione della stampa.
Da allora i cartografi lavorarono sulla carta. Anteriormente erano stati
utilizzati i supporti più diversi, quali le pietre e la ceramica.
Nel corso degli ultimi trent'anni, e in particolar modo dal 1990, la
situazione della cartografia è cambiata radicalmente. Questo è stato possibile
grazie all'introduzione del computer che ha modificato il lavoro di creazione
delle carte geografiche. I primi tentativi in questa direzione furono fatti dai
meteorologi in Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma il grande balzo nella
nuova tecnologia fu compiuto tra il 1968 e il 1973 dall'Unità sperimentale di
cartografia, in Gran Bretagna, e dai cartografi dell'Università di Harvard.
Da allora l'arte e la tecnica di realizzazione delle carte
geografiche e topografiche ha subito alcuni cambiamenti irreversibili.
Innanzitutto le carte vengono ora realizzate sulla base delle
informazioni contenute in un database. Esse sono dei sottoprodotti del database.
Il computer non viene più utilizzato solamente per automatizzare le tecniche
descrittive dei cartografi ma è diventato lo strumento di valutazione della
qualità dei dati, l'elemento che fonde i dati tra loro e ne valuta la
compatibilità; viene utilizzato sia dal ricercatore che cerca fonti e materiali
interessanti ai fini del lavoro, sia dal cartografo e dal grafico, che
riproducono i dati raccolti.
Il Servizio di rilevamento, come quello in funzione in Gran Bretagna
e altri paesi, consente, attraverso lo schermo di un computer, di crearsi la
propria carta geografica selezionando l'area di interesse. Essa viene poi
stampata su carta; il tipo e la quantità di informazioni che saranno contenute
in questa carta "fai da te" dipenderanno dall'utente, che ne potrà scegliere
anche la scala in un ambito compreso tra 1:100 e 1:5000.
Le informazioni e i programmi per realizzare delle carte geografiche
sono sempre più accessibili e, grazie a questo, non vi sono mai state tante
carte geografiche in circolazione come in questi anni.
Grazie alle nuove tecnologie informatiche oggi la distorsione
geometrica delle fotografie aeree e satellitari, che sono di particolare utilità
in zone di difficile accesso come estuari e paludi, può essere rimossa
ricorrendo al computer.
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I SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI
(GIS) |
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Fino al 1985 la divisione dei ruoli e delle professionalità nel
settore della mappatura topografica erano chiari e inequivocabili. I geodeti si
occupavano delle prove strumentali e analizzavano i risultati che permettevano
di definire con sempre maggior esattezza la forma dell'area studiata. Da queste
prime informazioni i topografi, operando sul terreno, iniziavano a colmare gli
spazi bianchi con i dettagli, lavoro che in alternativa poteva essere compiuto
dai fotogrammetristi anche ricorrendo alla fotografia aerea.
Nel corso degli ultimi dieci anni la situazione è però radicalmente
cambiata. Gran parte delle professionalità legate alla cartografia è stata
eliminata dall'introduzione dei sistemi satellitari del tipo Global Positioning
System. I ricercatori hanno la possibilità di utilizzare programmi informatici
che permettono loro di produrre carte che, per eleganza e leggibilità, competono
con quelle realizzate con sistemi tradizionali.
D'altra parte è sbagliato pensare di trovarsi di fonte a un settore
in declino. La diffusione dell'uso dei computer ha portato allo sviluppo di una
nuova serie di strumenti di studio che collettivamente vengono chiamati Sistemi
informativi geografici, noti con l'acronimo inglese GIS (Geographic Information
System). Il primo di questi sistemi fu costruito in Canada nel 1965 per
realizzare l'inventario della fauna e della flora del paese. Oggi ve ne sono
decine di migliaia in tutto il mondo.
I GIS assicurano poi un altro grande vantaggio: sono infatti gli
unici strumenti capaci di intrecciare le informazioni raccolte da diverse
organizzazioni di ricerca. Queste possono ad esempio compiere valutazioni sulla
produttività agricola di una determinata regione e accantonare i dati raccolti:
grazie al GIS milioni di dati possono essere comparati automaticamente con
quelli raccolti da un'altra società, per ragioni completamente diverse, sulla
medesima area di interesse.
In che modo queste nuove tecnologie possono incidere sulla scienza
della cartografia? L’ipotesi, prospettata da alcuni, che le nuove tecnologie per
la trasmissione delle informazioni geografiche possano cancellare il ricorso
alle carte non ha fondamento. Sono infatti due strumenti che convivono e si
alimentano reciprocamente perché, se è vero che il supporto cartaceo non è in
grado di contenere la complessità delle informazioni di un sistema GIS, d'altra
parte questo non è in grado di rappresentare con la chiarezza e l'immediatezza
di una carta topografica le variazioni qualitative e quantitative che si
verificano sul territorio. Lo sviluppo combinato del GIS e della più recente
tecnica cartografica basata sui computer sta provocando una rapida espansione
dell'uso delle carte che, come si capisce, non hanno più molto a che spartire
con le carte geografiche tradizionali.

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